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De: roberto calvo[SMTP:rcalvom@ctv.es]
Enviado: viernes 12 de diciembre de 1997 2:02
Para: 'dean@ulri.ch'
Asunto: RV: wourld language
Importancia: Alta
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De: roberto calvo[SMTP:rcalvom@ctv.es]
Enviado: viernes 12 de diciembre de 1997 1:17
Para: 'ernst-junger-l@maillist.ox.ac.uk'
Asunto: Re: wourld language
Importancia: Alta
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De: Ulrich Oswald[SMTP:dear@ulri.ch]
Enviado: jueves 11 de diciembre de 1997 2:58
Para: ernst-juenger-l@maillist.ox.ac.uk
Asunto: Re: _In Stahlgewittern_ - Origin of Booktitle
Subject:
Re: _In Stahlgewittern_ - Origin of Booktitle
Date:
Thu, 11 Dec 1997 02:40:20 +0100
From:
Ulrich Oswald <dear@ulri.ch>
To:
urossi@programatic.it
BCC:
dear@ulri.ch
References:
1
Umberto Rossi wrote:
> > But: Please write in Swedish, Italian, Spanish, French, German (of
> > course !!!) and also - if it is inevitable - in English. I will
> > understand you all. And I think every true Jungerian freak will try
> to
> > do also.
>
> Carissimo signor Oswald!
>
> A questo punto, dati i prolungati soggiorni di Juenger in Sardegna,
> sarebbe il caso di interloquire anche in sardo campidanese, che per
> fortuna non è difficile come il sardo logudorese--ma prima di
> ammettere anche l'indonesiano e il filippino o quant'altro per via
> dei viaggi del nostro (per non parlare dell'arabo), mi pare il caso
> di mantenerci sull'anglo-tedesco, evitando così di sprofondare in
> una babelica confusione.
>
> Servitor suo umilissimo,
>
> Umberto Rossi
>
> "L'unica vera rivoluzione che si
> deve fare in Italia e' che chi e' pagato
> per fare un lavoro lo faccia."
Egregio Signor Rossi
L'ingrazio molto il vostro messagio in Italiano chi e in fatto una
lingua ufficiale in Svizzera. Ho appreso solamente parlare oralmente
questa lingua in contatto con mi pazienti di lingua Italiana e per
contro ho mai appreso de scrivere la lingua correctamente e per questo
vi quiedo de scusarmi le falte inevitabile.
Recorda che E.J. lui stesso a fatto in Sardegna de rimarche giocose come
questo: "Vedo la mare, ma no la figlia" - "Je vois la mer mais pas la
fille" (Subtile Jagden)
Si e vero che sera una tendenza verso un estato mondiale come describe
E.J., io penso che e indispensabile che gli cittadini futuri apprendano
a meno due o quattre lingue straniere da una certa importanza. E perche
no anche i Arabo o Chinese? Si no, come per contro il e mia impressione
che si passa il contrario, il sera una tendenza verso una monocultura
linguale chi non diserva piu il nome de "cultura". La mia attituda
inimicale contro una evoluzione come questa pottrebb'essere un reflesso
anarchico in senzo de E.J. Tutt' uomo combatte con le sue armi ... E non
dimentica: Da un estato mondiale non che piu la possibilita di
emigrarsi.
Il mio punto era che tutto uomo deve combattare contro una
supercivilisazione de Leviathan con le arme che lui sono date. Il mio
armo e eventualemente un certo senso linguistico e poetico (ma in fatto
non professionale) che mi a fatto spezialmente admirare E.J. come,
penso, lei tutti.
Cordialmente e amicalmente
Ulrich Oswald
P.S. Vi prego la permissione de mettere questa risposta su la lista de
E.J.
En respuesta a las afirmaciones de Mr. Oswald, con las que estoy en gran parte de acuerdo, diré que es cierto que la palabra cultura debe asociarse a la dispersión, "lo multi", al igual que ocurre en la naturaleza. Es cierto tambien que toda monodifusión acarrea la muerte cultural. Más el principal problema persiste:¿ como comunicarnos?.
Nadie tiene la capacidad mental de dominar todos los idiomas del mundo, aprender un idioma es algo que reviste una cierta dificultad, y requiere de un cierto tiempo. En el estado mundial tendremos bastante tiempo para dedicarnos a estas cuestiones en la gran cantidad de ocio de que dispondremos, y estara a nuestro alcance el dominio de varias lenguas, pero el problema persiste, como comunicarnos, como expresar "al otro" ese goce de admirar la naturaleza, el cosmos.
Las soluciones son multiples y siempre criticables. Ahí va una de ellas, dispuesta a pasar el tamiz de la crítica: ¿es posible que seamos capaces de coordinar a la vez, un lenguaje mundial( puede ser el ingles, un conjunto de varios idiomas, o un idioma nuevo que surja de internet) que nos sirva para comunicarnos globalmente, y otro materno que nos de reposo, raices y que sirva en nuestro entorno más próximo?.
Cual es la opinion de la lista respecto a esto. Espero impaciente las críticas.
Roberto Calvo
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