ernst jünger in cyberspace

mailing list archive - recensione libro "Passaggi al bosco"

> L. Bonesio, C. Resta, PASSAGGI AL BOSCO. Ernst J=FCnger nell'era dei =
Titani,
> ed. Mimesis, 2000
>=20
>=20
> =ABSe chiudo gli occhi vedo talvolta un paesaggio oscuro con pietre, =
rocce e
> montagne sull'orlo dell'infinito. Nello sfondo, sulla sponda di un =
mare
> nero, riconosco me stesso, una figurina minuscola che pare disegnata =
col
> gesso. Questo =E8 il mio posto d'avanguardia, sull'estremo limite del =
nulla:
> sull'orlo di quell'abisso combatto la mia battaglia.=BB
> Ernst J=FCnger
>=20
> "J=FCnger =E8 stato se stesso e costituisce categoria umana a s=E9, =
come per
> tutti gli uomini sarebbe doveroso" (1). Queste parole pronunciate da
> Quirino Principe alla scomparsa dell'autore tedesco, avvenuta il 17
> febbraio del 1998 alla soglia dei 103 anni, mentre infuriavano i goffi
> tentativi di inserire il suo pensiero, le sue opere e scelte di vita =
in
> questo o quell'orientamento filosofico o politico, rappresentano, =
forse,
> l'unica descrizione possibile di una figura gigantesca come quella di
> J=FCnger. Scrittore, filosofo, poeta, guerriero, ma anche entomologo: =
il suo
> orgoglio pi=F9 grande era quello di aver dato il proprio nome ad una =
famiglia
> di insetti. Uomo di pensiero aristocratico e d'azione, Ernst J=FCnger =
=E8
> oggi - dopo decenni di colpevole silenzio e di censure dovute alla
> mediocrit=E0 disinformata di alcuni e alla malafede di altri - una =
delle
> figure intellettuali europee pi=F9 discusse e controverse. Mentre le =
sue
> opere vengono finalmente pubblicate da grandi case editrici, nel =
panorama
> degli studi critici italiani spicca, per completezza e profondit=E0 di
> analisi, il bellissimo libro di Luisa Bonesio e Caterina Resta, =
Passaggi al
> bosco. Ernst J=FCnger nell'era dei Titani, ed. Mimesis. Si tratta di =
un
> volume che ripercorre rigorosamente l'intera opera del pensatore =
tedesco,
> dalla sua formazione sui campi di battaglia della prima Guerra =
Mondiale
> alle speculazioni dell'ultimo J=FCnger ritirato a Wilflingen, il =
villaggio
> della Svevia superiore, ignorato persino da molte carte geografiche e
> circondato da un meraviglioso paesaggio di boschi e prati, in cui lo
> scrittore tedesco trascorse l'ultima parte della sua vita avventurosa. =
Una
> vita lunga, piena, attiva e contemplativa assieme, che ha registrato =
la
> presenza di J=FCnger in eventi storici decisivi. Parafrasando il =
titolo di un
> saggio di Moreno Marchi dedicato ad alcuni scrittori francesi, anche =
di
> J=FCnger si pu=F2 senz'altro affermare che ha vissuto con il sangue e =
con
> l'inchiostro. Lasciandoci in eredit=E0 se stesso, la sua esemplare =
statura,
> le sue qualit=E0 di uomo libero, prima e oltre la sua ricchissima =
produzione
> letteraria. Costringendoci inoltre - magnifico dono - a fare i conti =
in
> qualche modo con la sua persona, con il suo pensiero. Non =E8 =
possibile
> prescindere da Ernst J=FCnger, infatti, se si desidera affrontare
> responsabilmente questioni cruciali del nostro tempo, come la tecnica, =
il
> nichilismo, la libert=E0, l'identit=E0, l'organizzazione politica =
degli spazi
> planetari.
> Egli ha attraversato tutto il Novecento divenendone uno dei suoi pi=F9 =
lucidi
> testimoni. E' riuscito a cogliere l'essenza profonda dei processi che
> segnano la modernit=E0; e ci=F2 non in virt=F9 di uno sguardo =
intellettualistico
> (o cartesiano), bens=EC grazie alla sua straordinaria e misteriosa
> sensibilit=E0 stereoscopica che gli ha consentito di cogliere "le cose =
nella
> loro corporeit=E0 pi=F9 segreta e pi=F9 immobile" (2). Non a caso, il
> nazionalbolscevico Ernst Niekisch coni=F2 per J=FCnger la bellissima
> definizione di sismografo per sottolinearne le capacit=E0 di =
comprensione
> finanche dei pi=F9 piccoli e "sotterranei" segnali del tempo. =
Capacit=E0 non
> disgiunte da un'indiscutibile e profetica veggenza, quasi come se =
J=FCnger
> disponesse di particolari ed invisibili antenne, non troppo dissimili =
da
> quelle dei suoi amatissimi insetti.
> Bench=E9 l'eccezionale ricchezza dell'opera e della vita di Ernst =
J=FCnger
> renda praticamente infiniti gli argomenti da esaminare e gli spunti di
> riflessione da approfondire, questa raccolta di saggi di Luisa Bonesio =
e
> Caterina Resta rappresenta, sicuramente, la pi=F9 riuscita =
esplorazione della
> totalit=E0 del pensiero j=FCngeriano, nei suoi nuclei teorici =
fondamentali, che
> sia mai stata pubblicata in Italia. Un libro indispensabile, dunque, =
per
> chi gi=E0 conosce ed apprezza lo scrittore tedesco; ed un libro che, =
pur
> essendo molto pi=F9 di una semplice "introduzione" all'opera di =
J=FCnger, per
> l'obiettivit=E0 inconsueta ed immune dal vergognoso "brigantaggio =
politico"
> che molto spesso ha contraddistinto l'approccio al pensiero =
j=FCngeriano, =E8
> utilissimo anche per chi poco conosce di questo autore di riflessioni
> attualissime. Egli appartiene a quella schiera di uomini che si =
plasmarono
> nelle trincee della prima Guerra Mondiale e la cui vita fu segnata in =
modo
> indelebile da quei tragici avvenimenti (3). Ferito quattordici volte, =
si
> vide attribuire la croce Pour le m=E9rite, il pi=F9 importante =
riconoscimento
> dell'esercito tedesco. E fu proprio la guerra, l'esperienza =
fondamentale
> del giovane J=FCnger e il fattore stimolante delle sue prime =
speculazioni.
> J=FCnger riconobbe subito il travestimento moderno del fenomeno =
bellico nella
> guerra di materiali (Materialschlacht). "Il genio della guerra si =E8
> congiunto con il genio del progresso" (4): cos=EC la battaglia =
tradizionale
> evolve in una specie di combattimento in cui uomini e macchine =
sembrano
> affratellati. E' la fine dei valori eroici tradizionali. L'assalto dei
> giovani volontari tedeschi, molti dei quali Wanderv=F6gel, presso =
Langemarck
> il 10 novembre 1914, =E8 spesso ricordato da J=FCnger come un evento
> emblematico: l'entusiasmo e l'idealismo romantico delle migliori leve =
di
> una generazione si scontrarono con il fuoco delle artiglierie nemiche; =
e
> non ci fu nulla da fare. Eppure il capitano J=FCnger non reagisce alla =
guerra
> moderna cantando le virt=F9 di quella antica, bens=EC scorge la =
grandezza
> dell'uomo, del guerriero che diventa tecnico, anche nelle tempeste
> d'acciaio. E, soprattutto, si rende presto conto della grande svolta =
che
> l'Occidente sta vivendo.
> Lo sviluppo tecnologico, che ha modificato i sistemi di combattimento,
> sconvolge la vita anche in tempo di pace. La mobilitazione totale (nel =
suo
> duplice aspetto, tecnico e spirituale) si impone nel mondo del lavoro =
che
> assume dunque un carattere totale. Con incredibile chiarezza J=FCnger
> intravede, tra le due guerre mondiali, l'avvento della figura =
dell'Operaio
> o Lavoratore (Der Arbeiter), il "milite del lavoro" (5) che mobilita =
il
> mondo con la tecnica. Non si tratta di una grandezza economica, come
> vorrebbero liberalismo e marxismo, bens=EC di un tipo d'uomo che si
> riconnette ai requisiti dell'epoca attuale. Una figura metafisica che
> sconvolge l'in-forme mondo del dominio (apparente) borghese. =
Quest'ultimo,
> assieme alle categorie concettuali del razionalismo cartesiano, =E8 il
> bersaglio polemico di tutta l'opera dell'autore tedesco. Posto che =
anche il
> "borghese", per J=FCnger, non =E8 il rappresentante di una classe =
sociale ma il
> tipo d'uomo che nega ogni valore metafisico ed il modello di vita che,
> fondandosi sul bisogno infantile di sicurezza, rimuove le forze =
elementari
> della natura. Secondo J=FCnger, la figura dell'Operaio =E8 destinata a
> sostituire l'individuo borghese, sorto dall'Illuminismo e slegato da =
ogni
> appartenenza, il cui tempo =E8 tramontato. Il primo conflitto mondiale =
segna
> proprio la fine del "tempo dell'io individuale" (Ichzeit) e l'inizio =
"del
> tempo del noi collettivo" (Wirzeit). Lo spazio del lavoro non conosce =
pi=F9
> confini e l'azione dell'homo technicus =E8 la sua spinta unificatrice. =
Come
> osserva Resta, ben prima dell'invenzione di internet lo scrittore =
europeo
> comprese perfettamente il modo reticolare con cui la tecnologia impone =
il
> suo dominio.
> Tuttavia, se negli anni Trenta J=FCnger ha ancora fiducia nelle =
capacit=E0 del
> Lavoratore di dominare le macchine nell'attesa che la tecnica si
> spiritualizzi, giungendo al suo "punto di perfezione" e facendo dunque
> emergere il fondo immobile ed elementare del vorticoso processo di
> unificazione tecnica del pianeta, il catastrofico secondo conflitto
> mondiale, agli occhi dello scrittore tedesco, rende evidente
> l'inadeguatezza dell'Operaio. Il quale lungi dal controllare i suoi
> strumenti sembra essere diretto da loro, in un processo che tende alla
> costruzione di una terra senza confini e senza d=E8i, in cui trionfa =
un
> orribile e volgare "paesaggio da officina". Con il passare del tempo,
> insomma, J=FCnger sembra diventare pi=F9 pessimista circa le =
capacit=E0
> dell'Operaio di costruire un ordine armonico dopo e oltre la =
distruzione.
> Perci=F2 scorge da un lato la necessit=E0 di una unificazione politica =
del
> mondo nella quale l'organizzazione (il meccanismo tecnologico) non =
schiacci
> l'organismo (la sostanza vitale, le diverse culture ed identit=E0). Il
> fondamento di questo Stato mondiale (Weltstaat) - che riscopre il =
modello
> politico imperiale, l'unico capace di garantire unit=E0 nella =
variet=E0 (6),
> nell'era della crisi degli Stati nazionali - deve essere una Nuova =
Teologia
> in grado di portare l'uomo a riscoprire la relazione col divino, =
relazione
> indispensabile per governare l'accelerazione del nostro tempo ed =
evitare
> gli esiti pi=F9 devastanti e nichilistici del titanismo tecnologico.
> Dall'altro lato, per=F2, J=FCnger ritiene che questa rinnovata =
alleanza con gli
> d=E8i debba realizzarsi prima di tutto nel cuore del singolo. =
Considerato che
> il Lavoratore, figura titanica, non si rivela all'altezza di questo
> compito, lo scrittore tedesco individua allora nuove figure (il =
Ribelle,
> l'Anarca) capaci di operare quei passaggi oltre il muro del tempo che
> restituiscono libert=E0 ed autenticit=E0 al singolo che sappia =
avvicinarsi al
> fondo immobile, originario e atemporale della realt=E0.
> Di fronte al nichilismo della modernit=E0, che J=FCnger giudica come =
un
> processo di riduzione (Reduktion) e svanimento (Schwund) di ogni =
sostanza,
> che agisce attraverso il tecnicismo e sistemi d'ordine di grandi
> dimensioni, l'autore tedesco guadagna ora una prospettiva nuova che =
gli
> consente di mutare l'atteggiamento nei confronti della tecnica.
> Quest'ultima, lungi dall'indebolire il "borghese", appare ora agli =
occhi di
> J=FCnger come lo strumento di diffusione all'intero globo del suo =
potere
> dissacrato e dissacrante. La forma del Lavoro, di cui J=FCnger aveva =
subito
> il fascino, manifesta in maniera sempre pi=F9 evidente il suo volto
> terrificante, distruttivo ed omologante. E' la crescita del deserto di =
cui
> parla Nietzsche: l'omogeneizzazione dei paesaggi naturali e culturali
> procede di pari passo con l'inaridimento spirituale. Nel mezzo di =
questo
> gorgo nichilistico, secondo J=FCnger, sarebbe illusorio cercare la =
salvezza
> difendendo romanticamente istituzioni destinate ad essere travolte. La
> "cultura museale" e il percorso verso il nulla sono anzi, per lo =
scrittore
> tedesco, le due facce della stessa falsa medaglia. Nel panorama =
uniforme ed
> indifferenziato della modernit=E0 desertificante - di cui un altro =
simbolo =E8
> il Titanic, la nave lussuosa e tecnologica che corre velocissima verso
> l'impatto con l'iceberg in un'irreale atmosfera di festa - le piccole
> =E9lites o i singoli non disposti a barattare la propria libert=E0 ed =
identit=E0
> per un po' di comfort, possono resistere all'inglobamento nel =
Leviatano (il
> nichilismo, lo Stato moderno ridotto ad oggetto nichilistico), solo
> recuperando la dimensione della selvatichezza, della Wildnis. Natura
> incontaminata (Wildnis) e bosco (Wald) sono allora simboli di quella =
terra
> selvaggia non corrotta dall'organizzazione - intesa come l'ordine =
tecnico e
> scientifico che restringe, fino ad annientarla, la libert=E0 =
dell'uomo;
> l'ordine del nulla, insomma - che cresce ovunque, nel petto del =
singolo e
> nel deserto, come un'oasi. La stupenda immagine del ricorso alla Selva
> rappresenta proprio il distacco dagli impersonali automatismi dei =
ritmi
> meccanici. E' l'incontro con se stessi nella riscoperta delle forze
> elementari della natura, sacrificate dalla modernit=E0 occidentale
> sull'altare di una ragione eletta a divinit=E0. Ma non si tratta di =
una
> passeggiata, n=E9 di una facile ritirata. Il bosco =E8 infatti la =
grande dimora
> della morte. E il Ribelle dei boschi (Waldg=E4nger), aprendosi alle =
forze
> elementari e trascendenti della natura, sa che il rischio, il =
pericolo,
> l'aspetto avventuroso dell'esistenza, il dolore, la violenza, la =
stessa
> morte (tutto ci=F2 contro cui il "borghese" si illude di potersi
> "assicurare"), sono manifestazioni della natura, costituiscono il =
fondo
> primordiale (Urgrund) della vita. I tentativi volti alla negazione di
> queste forze non sono solo vani ma anche pericolosi: come insegna la
> psicologia del profondo, i contenuti rimossi della psiche rischiano di
> possedere completamente l'individuo, o la collettivit=E0, che quei =
contenuti
> ha negato.
> I passaggi al bosco, dunque, sono praticabili, come spiega =
perfettamente
> Bonesio, laddove l'uomo riesce ancora a sentire la sacralit=E0 della =
natura,
> nella sua totalit=E0, pensando ad essa al di fuori degli schemi =
riduttivi
> della scienza moderna che la banalizza ad oggetto di analisi e
> manipolazione. Ma l'approccio alla natura non pu=F2 nemmeno essere di =
tipo
> romantico, giacch=E9 questo definisce la bellezza della natura solo in
> funzione dei canoni estetici dell'uomo, rimanendo cos=EC in una =
prospettiva
> antropocentrica. Bisogna imparare di nuovo a guardare la natura
> rispettandone i simboli meravigliosi. Ed anche in questo il Maestro =
J=FCnger
> ha molto da insegnarci.
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> Paolo Marcon
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>=20
> Note
> 1  Q. Principe, Ultimo Titano del '900 o primo del Duemila, in "Lo =
Stato",
> 1998, n. 9, p. 63.
> 2  E. J=FCnger, Lettera dalla Sicilia all'uomo nella luna, in id., =
Foglie e
> pietre, trad. it., Milano, 1997, p. 109.
> 3  "La guerra =E8 il padre di tutte le cose, anche il nostro [.] Essa =
ci ha
> martellato e temprato perch=E9 diventassimo ci=F2 che siamo. Per tutto =
il tempo
> che la ruota della vita girer=E0 in noi, la guerra sar=E0 il suo asse" =
(E.
> J=FCnger, Der Kampf als inneres Erlebnis, cit. in C. Ris=E9, Misteri, =
guerra e
> trasformazione. Le battaglie del S=E9, Milano, 1997, p. 26).
> 4  E. J=FCnger, La mobilitazione totale, in id., Foglie e pietre, op. =
cit.,
> p. 114.
> 5  L'espressione =E8 di Delio Cantimori. Cfr. D. Cantimori, Ernst =
J=FCnger e la
> mistica milizia del lavoro, in id., Tre saggi su J=FCnger, Moeller van =
den
> Br=FCck, Schmitt, Roma, 1985, pp. 17-43.
> 6  "Due principi supremi dovranno essere sanciti nella costituzione,
> qualunque struttura essa abbia: i principi dell'unit=E0 e della =
variet=E0. Il
> nuovo impero deve essere unico nelle sue articolazioni, ma nel =
rispetto
> delle loro specificit=E0" (E. J=FCnger, La pace, trad. it., Parma, =
1993, p.
> 52).
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Markup © John King, July 2001.