ernst jünger in cyberspace

mailing list archive - La fionda

This is a multi-part message in MIME format.

------=_NextPart_000_0018_01C20B48.1694DA40
Content-Type: text/plain;
	charset="iso-8859-1"
Content-Transfer-Encoding: 8bit

I'm lookingtext of Enst Juenger named in italian "La fionda"; do anyone know
anything about it? I don't know the original title, and I haven't evere
heard anything about it: I've found infos about it on this article:
Thanks
Andrea


Marco Macciantelli

Ma Jünger rifiutò i ponti d'oro di Goebbels

da: L'Unità, 18 febbraio 2000
[illustrazione di Claudio Parentela]


Due anni fa, il 17 febbraio 1998, se ne andava Ernst Jünger. Ora sta per
uscire da Adelphi Al muro del tempo (a cura di Alvise La Rocca e Agnese
Grieco). Tra i bilanci del secolo è anche la vicenda di questo ex grande
vecchio della letteratura tedesca. Figura controversa. Che merita una
rivisitazione senza pregiudizi e senza visioni apologetiche. Piuttosto con
uno sguardo aperto, capace di leggere i segni di un'Europa in crisi tesa
come un filo di ferro tra concezioni radicali, della vita e del suo doppio
letterario. Fu il prototipo del ribelle; in questo condannato al rischio del
cliché romantico dai suoi stessi entusiastici sostenitori. Nel libro La
fionda, tra memorie di gioventù, Jünger non manca di rivelare il profondo
disagio vissuto da studente -e i bruttissimi voti.

Né di ricordare come i suoi genitori, da Heidelberg, lo abbiano spedito a
Brunswick, presso un istituto privato, per facilitargli il conseguimento di
un diploma. Altrove racconta di avere imparato più cose a tavola, ascoltando
suo padre, che sui banchi di scuola. Il padre, chimico e farmacista, fu una
figura decisiva per la sua formazione. Fu lui a fargli stampare il primo
libro. Da lui Jünger assunse i tratti dell'«anarca»: di colui che, avendo
consapevolezza della propria «unicità», non riesce ad assecondare lo spirito
gregario. Presto, anche al di fuori dell'ambiente scolastico, si manifestano
le sue inquietudini. Nel 1913, diciottenne, si reca a Verdun per arruolarsi
nella Legione Straniera. Jünger scriverà di quell'esperienza in Ludi
africani (1936). Nel 1914 ottiene la licenza liceale, si arruola volontario

Dal 1914 al 1918 rimane sul fronte francese. Viene ferito e ottiene la più
alta decorazione tedesca: l'ordine Pour le mérite, istituito da Federico II.
Termina la guerra come tenente.

Nel 1920 pubblica Tempeste d'acciaio, libro che riscuote un successo
inatteso. Singolare circostanza: la prima traduzione avviene per iniziativa
di un gruppo di argentini, verso il 1922, cosicché il libro finisce presto
nelle mani del giovane Borges (che era del 1899). Nel 1923 Jünger lascia
l'esercito e inizia studi di zoologia presso l'università di Lipsia, che
prosegue a Napoli, nel 1925. Sposa Greta von Jeinsen e si guadagna da
vivere -diremmo oggi- come free lance. Pubblica i primi articoli sullo
«Stendardo».

Nel 1927 il trasferimento a Berlino. Dove si avvicina agli ambienti
nazional-rivoluzionari e, in particolare, al «nazional-bolscevico» Niekisch
(che Hitler farà arrestare nel 1937). Abbandona quest'attività nel 1932. Si
lega a Carl Schmitt e all'editore Rowohlt. Nel 1931 Goebbels tenta di
attrarlo verso il partito nazista. Successivamente dirà: «Abbiamo fatto
ponti d'oro a Jünger, ma non ha voluto attraversarli». Nel 1932 esce
L'operaio, considerato come vera «figura mitica» del nostro tempo, un testo
che fa conoscere (e in taluni casi avvicina) Jünger anche agli ambienti
della sinistra europea. Nel 1933 si rifiuta di entrare nell'Accademia
tedesca di poesia, dominata dai nazisti.

Lascia Berlino e si ritira nella città di Goslar. Se è indubbio che Jünger
ha nutrito simpatie per la contestazione nazionalistica del trattato di
Versailles, a partire dalla «notte dei cristalli» (9.11.1938) comincia ad
assumere, invece, una posizione sempre più critica verso il regime.
Posizione che verrà espressa, anche se in forma velata, in Sulle scogliere
di marmo, uscito nell'autunno del 1939, mentre egli indossava, di nuovo,
l'uniforme da ufficiale. E proprio nel momento in cui, per lui, «una grossa
tiratura avrebbe potuto essere sconveniente», il libro, in appena due
settimane, vendette bel 14.000 copie. Sulla rivista «Primato» del 15
settembre 1942 è Giaime Pintor a recensire la traduzione italiana (il testo
è stato poi raccolto nel 1950 da V. Gerratana ne Il sangue d'Europa, per
l'editore Einaudi).

Nominato capitano partecipa alla campagna di Francia. Nel 1941 viene
chiamato allo stato maggiore di Parigi. Dà una mano ad alcuni ebrei in
difficoltà. Compreso Claude Gallimard, il figlio di Gaston, salvato dal
lavoro forzato in Germania. Tra il 1941 e il 1942 lavora a un testo sulla
pace, diffuso dopo la guerra in esemplari dattiloscritti. A Parigi incontra
scrittori come Cocteau, Morand, Paulhan.

Nell'inverno 1942-1943 lo mandano sul fronte del Caucaso per sondare le
reazioni degli ufficiali in ordine all'eventualità di un colpo di stato
contro Hitler. Durante la guerra esce anche un suo saggio di tattica
militare sulla Mobilitazione totale, influenzato dagli studi del futuro
generale De Gaulle.

Alla fine del conflitto gli viene conferita la Croce di ferro. Dopo il
fallito attentato contro Hitler di von Stauffenberg (20 luglio 1944) Jünger,
che era legato al maresciallo Rommel (suicidatosi il 14 ottobre 1944),
lascia l'esercito e si ritira a Kichhorst. Dopo la resa tedesca, nonostante
la sua condanna del nazismo, si scontra con l'ostilità di chi lo accusa di
esserne stato un «precursore».

Nel 1950 si stabilisce nel villaggio svevo di Wilflingen, non lontano dal
lago di Costanza. Lì rimane dedicandosi alla lettura, alla scrittura e alla
sua attività di entomologo e naturalista, manifestando, negli ultimi anni,
simpatie per il movimento ecologista e conducendo quel tipo di vita normale,
sino alla morte, lontano dai clamori, che ormai si addice solo a chi a lungo
e fragorosamente ha vissuto.


------=_NextPart_000_0018_01C20B48.1694DA40
Content-Type: text/html;
	charset="iso-8859-1"
Content-Transfer-Encoding: quoted-printable

<!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN">
<HTML><HEAD>
<META content=3D"text/html; charset=3Diso-8859-1" =
http-equiv=3DContent-Type>
<META content=3D"MSHTML 5.00.2614.3500" name=3DGENERATOR>
<STYLE></STYLE>
</HEAD>
<BODY bgColor=3D#ffffff>
<DIV><FONT face=3DArial size=3D2><EM>I'm&nbsp;lookingtext of Enst =
Juenger named in=20
italian "La fionda"; do anyone know anything about it? I don't know the =
original=20
title, and I haven't evere heard anything about it: I've found infos =
about it on=20
this article: </EM></FONT></DIV>
<DIV><FONT face=3DArial size=3D2><EM>Thanks</EM></FONT></DIV>
<DIV><FONT face=3DArial size=3D2><EM>Andrea</EM></FONT></DIV>
<DIV>&nbsp;</DIV>
<DIV>&nbsp;</DIV>
<DIV><EM><FONT face=3DArial size=3D2>
<P>Marco Macciantelli=20
<P>Ma J=FCnger rifiut=F2 i ponti d'oro di Goebbels=20
<P>da: L'Unit=E0, 18 febbraio 2000<BR>[illustrazione di Claudio =
Parentela]=20
<P>
<P>Due anni fa, il 17 febbraio 1998, se ne andava Ernst J=FCnger. Ora =
sta per=20
uscire da Adelphi <I>Al muro del tempo</I> (a cura di Alvise La Rocca e =
Agnese=20
Grieco). Tra i bilanci del secolo =E8 anche la vicenda di questo ex =
grande vecchio=20
della letteratura tedesca. Figura controversa. Che merita una =
rivisitazione=20
senza pregiudizi e senza visioni apologetiche. Piuttosto con uno sguardo =
aperto,=20
capace di leggere i segni di un'Europa in crisi tesa come un filo di =
ferro tra=20
concezioni radicali, della vita e del suo doppio letterario. Fu il =
prototipo del=20
ribelle; in questo condannato al rischio del <I>clich=E9</I> romantico =
dai suoi=20
stessi entusiastici sostenitori. Nel libro <I><U><STRONG>La=20
fionda</STRONG></U>,</I> tra memorie di giovent=F9, J=FCnger non manca =
di rivelare=20
il profondo disagio vissuto da studente -e i bruttissimi voti.=20
<P>N=E9 di ricordare come i suoi genitori, da Heidelberg, lo abbiano =
spedito a=20
Brunswick, presso un istituto privato, per facilitargli il conseguimento =
di un=20
diploma. Altrove racconta di avere imparato pi=F9 cose a tavola, =
ascoltando suo=20
padre, che sui banchi di scuola. Il padre, chimico e farmacista, fu una =
figura=20
decisiva per la sua formazione. Fu lui a fargli stampare il primo libro. =
Da lui=20
J=FCnger assunse i tratti dell'=ABanarca=BB: di colui che, avendo =
consapevolezza della=20
propria =ABunicit=E0=BB, non riesce ad assecondare lo spirito gregario. =
Presto, anche=20
al di fuori dell'ambiente scolastico, si manifestano le sue =
inquietudini. Nel=20
1913, diciottenne, si reca a Verdun per arruolarsi nella Legione =
Straniera.=20
J=FCnger scriver=E0 di quell'esperienza in <I>Ludi africani</I> (1936). =
Nel 1914=20
ottiene la licenza liceale, si arruola volontario=20
<P>Dal 1914 al 1918 rimane sul fronte francese. Viene ferito e ottiene =
la pi=F9=20
alta decorazione tedesca: l'ordine <I>Pour le m=E9rite,</I> istituito da =
Federico=20
II. Termina la guerra come tenente.=20
<P>Nel 1920 pubblica <I>Tempeste d'acciaio,</I> libro che riscuote un =
successo=20
inatteso. Singolare circostanza: la prima traduzione avviene per =
iniziativa di=20
un gruppo di argentini, verso il 1922, cosicch=E9 il libro finisce =
presto nelle=20
mani del giovane Borges (che era del 1899). Nel 1923 J=FCnger lascia =
l'esercito e=20
inizia studi di zoologia presso l'universit=E0 di Lipsia, che prosegue a =
Napoli,=20
nel 1925. Sposa Greta von Jeinsen e si guadagna da vivere -diremmo oggi- =
come=20
<I>free lance.</I> Pubblica i primi articoli sullo =ABStendardo=BB.=20
<P>Nel 1927 il trasferimento a Berlino. Dove si avvicina agli ambienti=20
nazional-rivoluzionari e, in particolare, al =ABnazional-bolscevico=BB =
Niekisch (che=20
Hitler far=E0 arrestare nel 1937). Abbandona quest'attivit=E0 nel 1932. =
Si lega a=20
Carl Schmitt e all'editore Rowohlt. Nel 1931 Goebbels tenta di attrarlo =
verso il=20
partito nazista. Successivamente dir=E0: =ABAbbiamo fatto ponti d'oro a =
J=FCnger, ma=20
non ha voluto attraversarli=BB. Nel 1932 esce <I>L'operaio, =
</I>considerato come=20
vera =ABfigura mitica=BB del nostro tempo, un testo che fa conoscere (e =
in taluni=20
casi avvicina) J=FCnger anche agli ambienti della sinistra europea. Nel =
1933 si=20
rifiuta di entrare nell'Accademia tedesca di poesia, dominata dai =
nazisti.=20
<P>Lascia Berlino e si ritira nella citt=E0 di Goslar. Se =E8 indubbio =
che J=FCnger ha=20
nutrito simpatie per la contestazione nazionalistica del trattato di =
Versailles,=20
a partire dalla =ABnotte dei cristalli=BB (9.11.1938) comincia ad =
assumere, invece,=20
una posizione sempre pi=F9 critica verso il regime. Posizione che =
verr=E0 espressa,=20
anche se in forma velata, in <I>Sulle scogliere di marmo,</I> uscito=20
nell'autunno del 1939, mentre egli indossava, di nuovo, l'uniforme da =
ufficiale.=20
E proprio nel momento in cui, per lui, =ABuna grossa tiratura avrebbe =
potuto=20
essere sconveniente=BB, il libro, in appena due settimane, vendette bel =
14.000=20
copie. Sulla rivista =ABPrimato=BB del 15 settembre 1942 =E8 Giaime =
Pintor a recensire=20
la traduzione italiana (il testo =E8 stato poi raccolto nel 1950 da V. =
Gerratana=20
ne <I>Il sangue d'Europa,</I> per l'editore Einaudi).=20
<P>Nominato capitano partecipa alla campagna di Francia. Nel 1941 viene =
chiamato=20
allo stato maggiore di Parigi. D=E0 una mano ad alcuni ebrei in =
difficolt=E0.=20
Compreso Claude Gallimard, il figlio di Gaston, salvato dal lavoro =
forzato in=20
Germania. Tra il 1941 e il 1942 lavora a un testo sulla pace, diffuso =
dopo la=20
guerra in esemplari dattiloscritti. A Parigi incontra scrittori come =
Cocteau,=20
Morand, Paulhan.=20
<P>Nell'inverno 1942-1943 lo mandano sul fronte del Caucaso per sondare =
le=20
reazioni degli ufficiali in ordine all'eventualit=E0 di un colpo di =
stato contro=20
Hitler. Durante la guerra esce anche un suo saggio di tattica militare =
sulla=20
<I>Mobilitazione totale,</I> influenzato dagli studi del futuro generale =
De=20
Gaulle.=20
<P>Alla fine del conflitto gli viene conferita la Croce di ferro. Dopo =
il=20
fallito attentato contro Hitler di von Stauffenberg (20 luglio 1944) =
J=FCnger, che=20
era legato al maresciallo Rommel (suicidatosi il 14 ottobre 1944), =
lascia=20
l'esercito e si ritira a Kichhorst. Dopo la resa tedesca, nonostante la =
sua=20
condanna del nazismo, si scontra con l'ostilit=E0 di chi lo accusa di =
esserne=20
stato un =ABprecursore=BB.=20
<P>Nel 1950 si stabilisce nel villaggio svevo di Wilflingen, non lontano =
dal=20
lago di Costanza. L=EC rimane dedicandosi alla lettura, alla scrittura e =
alla sua=20
attivit=E0 di entomologo e naturalista, manifestando, negli ultimi anni, =
simpatie=20
per il movimento ecologista e conducendo quel tipo di vita normale, sino =
alla=20
morte, lontano dai clamori, che ormai si addice solo a chi a lungo e=20
fragorosamente ha vissuto. </P></FONT></EM></DIV></BODY></HTML>

------=_NextPart_000_0018_01C20B48.1694DA40--




Markup © John King, July 2001.